21 dicembre 2009

Il rap di Enea

beh, su disco era una delle più carine, qui è tutta stravolta ma mi tocca anche di più. Anche se sono in caduta libera hanno sempre classe da vendere, grandi ASSALTI!

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18 dicembre 2009

Sarà mica una fregatura?

So che mi tirerò dietro le ire di molti, ma a me Barack Obama, non convince.
Osannato da tutti prima di aver compiuto nulla di interessante, viene quasi il dubbio che non si sia neppure trattato di una esaltazione per le sue idee, ma più per un meccanismo di buonismo antirazzista senza tante radici alle spalle.

L'ho sparata grossa, lo so, ma i fatti sono fatti.
Le truppe sono ancora là, anzi lui chiede di mandarne di più e per il ritiro si usa un futuro che puzza di periodo ipotetico dell'irrealtà mascherato.
E il grande favore fatto alle banche, degno di un pacione che crede nel "fai un favore oggi che ti verrà restituito domani" si dimostra oggi, come era da tempo evidente a tutti, un errore strategico che di errore probabilmente non ha nulla: aveva da pagare qualche debito elettorale o qualche favore e l'ha pagato. Sì perché così stupido non può esserlo...spero.
Va in Cina e quasi non parla di diritti umani. Non dico che mi faccia rimpiangere Bush, ma almeno lui, con le sue gaffes riusciva almeno ogni tanto a dire delle cose. Brutte, ma almeno tangibili. Obama tace, quando parla. Ossimoro? Magari!
Ah, si e la riforma sanitaria? Fa così tanto schifo che persino i progressisti democratici non lo seguono più e sembra più facile un'apertura dei furbetti repubblicani che un appoggio da parte di chi vorrebbe uno stato più equo. Praticamente è riuscito a mascherare un favore ai poteri economici come una mossa per il popolo...per fortuna non tutti ci sono cascati, per ora.
Ora c'è la conferenza di Copenaghen. Vediamo il risultato che ne esce. Intanto si parla di riduzioni per gli USA un po' troppo lontane dalle aspettative e si rischia di far naufragare tutta la conferenza.
Il mondo occidentale e lui in testa si sono fatti sbeffeggiare da un sempre brillante Chavez che arringa le masse con il suo "se il clima fosse una banca l'avrebbero già salvata".
Che Chavez stia a sinistra o a destra è un dubbio che un europeo fa fatica a togliersi, ma che Obama stia un po' a sinistra è una panzana che solo un weltroniano avrebbe potuto credere. Un progressista americano che ha raggiunto certi livelli di potere è equiparabile a un nostro conservatore moderato. Per trovare un po' di sinistra nella loro politica bisogna abbandonare i politici di grosso calibro e andare fra i politologi, quelli che a farsi eleggere dal popolo sarebbero forse rappresentati di classe o giù di lì.

Spero di sbagliarmi, ma purtroppo lo penso da prima ancora che vincesse le elezioni e mi pare che i risultati stiano dalla parte del pessimismo: Obama mi sembra una gran sola. Un po' abbronzata, forse.
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16 dicembre 2009

Nuove frontiere

Come già il mio amico jaffy prima di me, ho deciso di iniziare l'esperienza su twitter e vedere se e quanto è interessante come social network.
Ho così creato il mio twitter, e già che c'ero anche quello di NEOM, in inglese, con tanto voglia presto o tardi di darmi all'integrazione NEOM-Twitter....ma senza troppa fretta che di carne al fuoco ce n'è anche troppa.
Sul fronte sociale infatti ho già aperto una pagina di faccia libro per NEOM, per ora così scarna da essere imbarazzante.
Ma ovviamente non è finita qui, perchè adesso è attivo il blog di sviluppo di NEOM (solo italiano, almeno per ora), da parecchio è attivo anche il forum italiano ufficiale. Da 2 giorni c'è anche quello inglese, che deve ancora essere popolato a dovere, ma c'è.
Lato NEOM la comunicazione grava principalmente su di me, oberandomi di comunicatvità in tutte le principali forme che il web mette a disposizione.

Nuove frontiere, vediamo come me la cavo.
Sarà comunque più costruttivo che pensare ai risvolti paranoici delle statuette del duomo che hanno spiccato il volo a Milano pochi giorni fa...
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14 dicembre 2009

...e 3!

con un po' di ritardo, usato anche per digerire l'evento, non posso non spendere almeno due parole per ricordare il 3° concerto del mio novembre: Isis.

Gruppo di spalla dei Transitional che si presentano n formazione a 2: basso e chitarra; gruppo strumentale che completa il suono con batteria elettronica e un po' di suoni d'ambiente assortiti.
Monolitici, massicci, enormi, sono così ossessivi da frastornare. Ultimamente la musica strumentale mi sta prendendo moltissimo, ma se, per fare un nome, i Long Distance Calling sembrano un lunghissimo e inarrestabile flusso di coscienza, fluido in costante movimento, i Transitional sono la ripetizione ossessiva di un unico pensiero, all'infinito, senza sosta, senza dubbi, senza ripensamenti. Non conoscendoli sono stati "troppi", magari, ripensandoci a posteriori, meriterebbero un approfondimento, che però difficilmente farò.

E poi eccoli: gli Isis.
Cavolo. Cribbio. Urca.
Immensi, veramente.
I suoni non mi hanno convinto a pieno, e meno ancora le luci sul palco che hanno relegato a un angolo buio uno dei membri, oltretutto con un volume troppo basso...si poteva quasi lasciarlo a casa!
Per il resto veramente eccezionali, forse più per chi non li conosce o si è avvicinato da poco che per chi li conosce da tempo, vista la scaletta un po' debole sui vecchi pezzi (1 a disco, tranne l'ultimo, suonato quasi per intero, saltando solo Stone To Wake A Serpent e la title track d'atmosfera Wavering Radiant).
Veramente superlativi, senza fronzoli, solo musica, e che musica.
Ho fatto passare 20 giorni prima di scriverne, ma ripensandoci sono ancora senza parole.
Consigliati a tutti gli amanti della musica che non vedono nel cantato l'unico punto d'interesse di un gruppo.

Memorabili!
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3 dicembre 2009

Tornando a parlare di politca...

2 settimane fa ho visto una puntata di report in cui si parlava, fra le altre cose, delle reazioni che ci sarebbero negli altri paesi se avessero un premier incriminato come il nostro e parzialmente condannato, pure. Parzialmente perché lo si capisce solo dalle motivazioni della sentenza, visto che i suoi processi sono quasi tutti finiti con la prescrizione.

Da qui mi partono 3 discorsi, per così dire, radiali.
Il primo è che il cavaliere mi fa un po' schifo. Ideologicamente di sicuro. Umanamente non so, ma che importanza ha? Mica me lo devo sposare...Istituzionalmente forse solo poco meno che ideologicamente. Problema mio e di tanti, ma comunque di una "non maggioranza".

Il secondo è che la gente parla a vanvera. Le domande su cosa sarebbe successo se fosse accaduto in Francia/Germania/UK/USA/Salama, invece che in Italia sono, sostanzialmente, delle bufale.
Il motivo, a parte che siamo nel mondo dei 'se' e dei 'forse' è molteplice. Da una parte il fatto che uno stronzissimo ministro si dimetta perché suo marito affitta film porno (o anche altri, che differenza fa?) pagati dal ministero è completamente disgiunto dal fatto che nella stessa situazione lo farebbe anche un leader delle masse.
Ma su questo argomento c'è di più: il motivo di quella scelta e di molte altre simili, del resto analogo al motivo addotto da tutti gli intervistati più o meno illustri in materia di politica del rispettivo stato, è che un personaggio con delle pendenze giudiziarie sarebbe stroncato dal consenso popolare.
Bene.
Come si sposa questo con il fatto che allora anche un personaggio che qui nonostante tutto è sorretto da un enorme consenso popolare dovrebbe dimettersi?
Cioè mi spiego: il motivo delle dimissioni negli altri paesi è un motivo di mera convenienza politica, opportunamente mascherato da questione morale. Un personaggio (minore) travolto da scandali giudiziari è bruciato e si deve togliere di mezzo (con eventuali benefit sottobanco) per non bruciare i compagni di partito.
Tolta la convenienza, tolte le dimissioni.
In Italia la convenienza non c'è, quindi non ci sono neppure le dimissioni.
Oh e non è che non c'è convenienza per colpa dell'odioso politico. Non c'è perché la gente continua a votare come prima!
Il motivo del voto popolare è argomento complesso e che probabilmente in parte mi sfugge, quindi se qualcuno di chi legge volesse provare a illuminarmi o a fare ipotesi, che vadano oltre la tanto banale quanto falsa "si è comprato tutto anche la moralità", ne sarei felice.


Il terzo discorso, più astratto, è che preferirei un buon politico che si fa anche un po' di cazzi suoi illeciti a un cattivo, ma integerrimo, politico. Questo lo dico in generale, senza riferimenti particolari e ovviamente senza prendere in considerazione l'ipotesi, per altro assurda, del bravo e integerrimo uomo politico.
Il punto è che la sfera dell'azione politica e quella dell'azione individuale hanno dei punti di contatto ma anche così tanti punti di differenza che valutare una persona nel complesso è tendenzialmente poco proficuo. La società tende a specializzare i ruoli. Così come non mi interessa che un politico fra le doti abbia la capacità di giocare a calcio, potrebbe non interessarmi nulla almeno di tutte le altre questioni che non attengono alla sfera pubblica, lecite o illecite che siano. Dico a me come elettore, poi chiaramente i processi faranno i loro corso...
Cioè, ricalandoci nel contesto, se Berlusconi fosse veramente l'uomo del miracolo, qualche magagna gliela si potrebbe concedere (o posticiparne l'analisi o quant'altro). Purtroppo è un arringatore di masse e poco più, quindi la voglia di mettere in secondo piano il resto, a me, sicuramente non viene. Forse nel fatto che molti lo trovano l'uomo del miracolo risiede parte della propensione delle masse a continuare a votarlo...

Ultimo discorso che scaturisce da tutto ciò è che non ha senso giudicare i leader con una "moralità collettiva" quando essi agiscono nel contesto di una moralità localizzata. Gli italiani non sono i francesi, quindi i leader italiani non si possono (e non si devono) comportare come i leader francesi. Idem per tedesci, inglesi, americani e quant'altro. La classe politica è figlia del suo tempo e della cultura del suo tempo nella sua zona. Se un italiano si comportasse come un tedesco l'Italia sarebbe come la Germania. Non lo è, nel bene e nel male. Quindi o si cambia la testa della gente (ma è giusto? É lecito?) o si cerca di convivere coi pro e i contro della mentalità italiana.

Ah già, ovviamente si può anche decidere di andarsene, ipotesi allettante, ma probabilmente non nei miei numeri.
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